Storia

Comune fondato nel 1277 dai Conti di Luserna, anticamente denominato "Montebobbio". È il Comune più esteso della Val Pellice, ed è il più elevato, essendo il suo territorio per la maggior parte in quota. La Valle fu popolata dal Neolitico come testimoniano alcune incisioni rupestri; così come altre tracce (nell’archeologia, nel linguaggio e nella toponomastica) lasciano presumere una presenza saracena nei secoli successivi. A partire dall’undicesimo secolo inizia la storia della feudalità nella valle, legata a Bobbio al ramo cadetto dei Conti Bigliori di Luserna, di cui restano tracce di un castelletto in località Cestel. Nel XIII secolo nelle valli inizia a diffondersi il movimento valdese. Nei secoli successivi il territorio di Bobbio sarà teatro di persecuzioni e guerre di religione. Fin dal loro insediamento nelle Valli i Valdesi dedicarono particolare cura all’istruzione dei giovani. Più di 200 anni fa in ogni Comune vi era una Scuola principale (la grande école) e numerose scuole minori ubicate nelle varie borgate del paese. Nei primi del 1800 il colonnello Charles Beckwith, reduce dalla battaglia di Waterloo, fece visita alle Valli e prese a cuore la causa dei suoi abitanti. Raccolse fondi in Inghilterra per la costruzione di templi, ospedali, ma soprattutto incrementò il numero delle scuole quartierali. Nel 1830 a Bobbio si contavano sette scuole quartierali oltre a quella centrale, per un totale di 355 alunni. Allora le Valli Valdesi vantavano un grado di alfabetizzazione tra i più elevati d’Italia. A Bobbio l’ultima scuoletta a chiudere è quella dei Campi, nel 1981. Durante la II Guerra Mondiale numerosi giovani del paese vennero coinvolti negli scontri: alcuni presero parte alla Resistenza partigiana, altri vennero catturati ed internati. Nel dopoguerra iniziò l’esodo verso la città. Le borgate più isolate vennero via via abbandonate e la popolazione di Bobbio diminuì considerevolmente. Significativa fu l’emigrazione nell prima metà del 1900 verso Inghilterra, Svizzera, Francia, America del sud e Stati Uniti. Oggi l’economia di Bobbio Pellice si basa principalmente sulla pastorizia e sul turismo. Bobbio è la meta ideale per gli appassionati di sport di montagna, ma offre anche numerose opportunità per un soggiorno all’insegna del relax su un territorio nel quale l’uomo e la natura vivono da secoli in ancestrale armonia.

LE LINGUE
Il paese Bobbio Pellice è caratterizzato dal plurilinguismo: oltre all’italiano, la maggior parte degli abitanti utilizza nella vita quotidiana il patouà locale, che fa parte della famiglia linguistica dell’occitano, lingua minoritaria tutelata sul territorio grazie alla legge nazionale 482/99 per la promozione delle lingue minoritarie. E’ presente inoltre l’uso del francese, anch’esso tutelato dalla legge 482, per ragioni storico-religiose (i valdesi per anni furono sostenuti dalle chiese protestanti del Delfinato e di Ginevra) e geografiche (la posizione di confine con la Francia e l’emigrazione stagionale). Naturalmente è diffusa anche la conoscenza del piemontese.


piazza Bobbio Pellice 1919